
Con questa ricetta partecipo all'inziativa di Essenza di vaniglia
http://essenzadivaniglia.blogspot.com/e la ringrazio infinitamente per avermi dato questa opportunità

Se mi chiedessero.... "sei gelosa delle tue ricette?" risponderei senza ombra di dubbio un no. Del resto sarebbe in qualche modo paradossale tenere un blog ed essere gelosi di quello che ci devi metter dentro. Ricette che scopiazzi di qui e di lì, tra il marasma dei libri e delle enciclopedie e dei giornali di fine mese, la dritta del vicino di casa, il segreto della nonna, la torta del foglio strappato e conservato dentro il portafogli.
Mi si è aperto un mondo da quando ho inziato a frequentare i food bloggher, da quando sono diventata food bloggher io stessa. E ho conosciuto cose che mai avrei pensato di poter conoscere, e ho visto cose che mai avrei pensato di poter vedere, riduzioni, proporzioni, cipolle confit e insalate dentro i bicchieri, impasti senza impasti e brioche con lo zucchero che sembra cristallo e ti si attacca sui denti e ci affondi dentro. Esercizi di stile, d'estetica e di maestria.
Tutto semplicemente incantevole.
Ma poi..... poi...
Poi ci son cose che appartengono semplicemente ad una memoria, ad una radice, ad un sasso.
Ci sono cose che ti senti nel midollo perchè naturalmente fanno parte di quello che sei, che sei stata e che sarai, e che non hanno bisogno di esercizi di stile, d'estetica e di maestria. Appartengono al ramo da cui provieni ancor prima che tu SIA.
Ecco cosa significa per me questa torta.... un salto indietro.
E' la torta di mele che da più di trent'anni si fa a casa mia, è la torta di mia zia Carmelina (perchè a farla era solo lei) ed è anche la torta della pazienza, perchè per farla ne occorre davvero tanta. Un po' come quando annaffi un vaso e ti curi un fiore e te lo coltivi.
Lei si metteva un'ora a tagliare simmetricamente quelle mele, ad imburrare lo stampo, a sbattere le uova con la forchetta e poi ad affondare i cocci di frutta dentro l'impasto molle, profumato e denso. Se la fai con la fretta, mi diceva, non ti riesce. E se tagli a pezzi le mele anzicchè a fette e le mescoli dentro come fan tutti, non ti riesce, mi diceva ancora.
Lei adesso, è troppo stanca. Si è arresa un po' alla pesantezza della vita, come si arrendono la gran parte delle persone che superano gli ottant'anni.
Ma non potevo far si che tutto si perdesse.... e un mese fa andai a casa sua e nonostante le proteste, ci mettemmo insieme a prepararne una.

Ho osservato tutto. I movimenti delle sue mani esperte e rugose, il modo paziente di tagliare le mele, cospargerle di zucchero, grattuggiare la buccia del limone.
Abbiamo tirato fuori dalla credenza il ricettario consunto, il suo quaderno con poche ma grandiose ricette e il cartoncino su cui ci stava questa, la scrittura irriconoscibile della zia Tina, la zia che non ho mai potuto conoscere e che se n'è andata pochi anni prima che io nascessi.
Lo so già da me che queste cose mi rimarranno dentro la testa per sempre. E rapprensentano un pezzo d'eredità, una vertebra, un frammento di sangue dentro le vene.
Mi lascio prendere troppo dalla malinconia quando scrivo di queste cose :-) Perdonatemi....
Comunque.... se dovessi adesso rispondere alla domanda di prima, risponderei che si, sono gelosa di questa ricetta.Ma è talmente grande la gioia di condividere qualcosa di così speciale che.... bhe, non ci sta posto per le reticenze :-)
Ed eccola direttamente riportata da un foglietto di carta consunto, che per lo meno, avrà almeno trent'anni....
RICETTA DELLA TORTA DI MELE DI ZIA CARMELINAx uno stampo da 30 cm di diametro
Per lo sciroppo6 limoni medi
tre manciate di zucchero semolato
Per l'impasto3 uova
1 kg scarso di mele rosse
200 gr di zucchero
300 gr di farina
150 gr di burro
200 gr di latte
1 busta di lievito
la scorza di un limone grattuggiato
vaniglia (io ho usato quella dell'ondina)
ProcedimentoTagliare le mele prima a quarti, mondarle, sbucciarle, ridurre i quarti in tante mezzelune sottili sottili. Riporre il tutto in una grande ciotola, spremere il succo dei limoni (tutto non vi preoccupate, non è troppo, conferirà alle mele un aspetto candido ed un sapore unico) e spargere a piene mani tre grandi manciate di zucchero. A questo punto rimescolate le mele, si, sempre con le mani, andando dal basso verso l'alto e facendo attenzione a non romperle. Lo zucchero dovrà sciogliersi con il succo di limone e creare un vero e proprio sciroppo per la frutta. Fate riposare mezz'ora e ripetete l'operazione due, tre volte.
A questo punto si passa all'impasto, di velocissima esecuzione. Si montano le uova intere con un pizzico di sale e lo zucchero, non tanto, giusto 5 minuti. Mia zia batteva tutto con le forchette e non otteneva mai (volutamente) un impasto troppo gonfio. Tant'è che quando ho usato il frustino elettrico ha esclamato -basta, basta, va bene così!
Aggiungere poi la farina in due mandate, il burro sciolto, il latte a filo tiepido con il lievito dentro. Grattuggiare la scorza di limone, la vaniglia.
Versare il tutto nella teglia perfettamente imburrata e infarinata e a questo punto si procede con le mele.
Dovranno essere riposte "in piedi" con la parte esterna e più spessa fuori dall'impasto, tutte a raggiera, vicine vicine, mentre gocciolano ancora di sciroppo. Si procede dal primo cerchio esterno fino a formarne tanti altri e giungere all'interno.
A questo punto si mette in forno, 180 gradi per 45 minuti circa.
E' una torta molto molto umida, quindi la consistenza cremosa che vi ritroverete dentro e al primo morso, è proprio la caratteristica peculiare di questo dolce che profuma di mele, limone, vaniglia.Quello che voglio raccomandarmi è la cottura.Infornate a forno assolutamente freddo. Da lì 180 gradi, posizione medio-bassa. Prima occorrerà un calore sul fondo, poi, dopo la mezz'ora, la metteremo più altina. Lo sciroppo tenderà a fare delle piccole bollicine proprio sulla parte superiore, fra la spaccatura di una mela e l'altra. E' proprio tipica della torta stessa. Prova stecchino e via.
Si conserva per giorni e il giorno dopo è addirittura migliore.
Ecco....l'ho fatto..... ora ditemi che sono generosa per cortesia :-)
Volevo fare comunque un appunto, che non è un appunto ma una dedica alla persona più dolce che io abbia mai conosciuto, dentro e fuori internet :-)
Questa volta la torta l'ho preparata con la vaniglia che mi ha mandato l'
Ondina al ritorno dal suo lungo e intenso viaggio africano.... e non vi dico che tocco in più :)))))))) Si sente proprio la differenza tra la vanillina d'industria e la vaniglia vera :-)
Un giorno, m'arrivò un pacchetto.... e dentro ci stavano tante meravigliose cosine.... la vaniglia, le noci moscate e una bustina di curcuma per aromatizzare deliziosi piatti....


perchè è vero che chi trova un amico trova un tesoro..... ed io l'ho trovato a Firenze, lontano lontano lontano fisicamente ma tanto tanto tanto vicino, nel cuore, nella mente e nel modo di vedere la vita!
Grazie Serena, d'esserci.Ps. La materia è andata benissimo.... 27 e via!
Con affetto
G.